martedì 31 luglio 2007
Ballad of a thin man
Sempre più spesso mi capita ormai di sopportare poco o niente coloro che mi stanno attorno, è una sensazione che si presenta ciclicamente, ma da un po' i limiti temporali nei quali questa situazione mi assale sono sempre più stretti. Sempre più spesso cioè reprimo il desiderio di mandare tutti a fanculo, compresi i miei migliori amici. Inoltre ho una dannata sensazione, sicuramente sbagliata, di indifferenza nei rapporti che intrattengo, cioè sembra che bisogna rimanere insieme, bisogna relazionarsi forzatamente per via di un'innata tendenza alla socialità (che invero non ho mai sviluppato particolarmente) priva però di qualsiasi supporto di umanità e "amicizia", una risposta alla paura di rimanere soli. Vivo quindi da tanto tempo in uno stato di profonda inquietudine, che a differenza di altri maschero con un comportamento che si potrebbe definire infantile e "da rompicoglioni" con il quale esprimo il mio disprezzo per determinati comportamenti e situazioni.
Certo questo post è un modo per sfogarmi, per attenuare la tensione e la "negatività" che emano adesso, ma sono comunque cosciente del fatto che quanto scritto sia un'esagerazione, e basta che ricordi quei momenti in cui mi sono trovato benissimo con alcune persone, poche in realtà, per ritenere che non sarò mai solo, che ci sarà sempre qualcuno su cui contare, e ai quali devo le mie scuse per quei comportamenti seccanti di cui sopra ;P.
E' incredibile cone scrivendo si stemperi la tensione e la rabbia accumulata in vari giorni, è una cura eccezionale, ora mi sento molto meglio.
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5 commenti:
scrivere è taumaturgico.ogni tanto lo faccio anch'io sul mio blog proprio per sfogarmi ed alla fine sto subito meglio.tornando al finto stare insieme secondo me è una sensazione ciclica temporanea che tocca un po' tutti.qualche tempo fa è successo anche a me. passa. come passa anche la voglia di anguria dopo che ne mangi a chili per giorni. non è la sensazione che si sta insieme solo per non stare soli quella che ci colpisce. ma l'assuefarsi,il farne troppo ed il rompersi i coglioni lamendantosi che nn si fa mai niente,che è tutto uguale,etc...proviamo a stare un po' senza la vita usuale o la gente che ci sta intorno.io tornerei immediatamente indietro.ecco perchè ho "paura" di andarmene a studiare fuori,ecco perchè mi piace stare qui.cmq anche se ho usato il noi, tutto questo discorso riguarda me.è cmq un format adattabile a tutti.la cosa preoccupante è che ho usato il noi alla "berlusconi".il pd inizia ad influenzarmi?
felixlogorroico
effettivamente essere "assuefatti alla noia", per citare un popolare cantante, è eccezionalmente traumatico, ed è anche vero che il desiserio di cambiare può essere frenato dalla paura che il cambiamento possa portare su una strada peggiore di quella relativamente sicura che si stava percorrendo(ed io l'ho anche provato andandomene a studiare fuori), ma non posso nè voglio credere di essere costretto a vivere la mia vita tra i limiti di 2 crisi esistenziali (cioè la tranquillità della monotonia e la paura del cambiamento): spero di abbattere, prima o poi, quelle barriere (di pudicizia o infantilismo?) che mi legano ad una pallosa anche se confortante stabilità.
si tratta solo di crescere definitivamente.basta trovare il momento adatto per uscire dal recinto dove si è stati fino ad ora.
felixvaastudiare
lo credo anch'io
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