
Ecco un'altra chicca dell'ormai eccezionale università del Salento:
stamane chiamo il professore con cui avevo intenzione di dare la tesi e questi mi risponde che, poichè quest'anno la cattedra dell'insegnamento in questione è stata soppressa, è ormai impossibile per me e chi appartiene al mio anno accademico sostenere la suddetta tesi. Discorso che ovviamente non vale per i quadriennalisti.
Ovviamente non bastava favorire chi si immatricolava l'anno successivo al mio riducendo il numero di esami da 29 a 24 e anche i relativi programmi, ma bisognava anche impedire a chi si era macchiato dell'orribile colpa di essere nato nel 1985 di seguire normalmente il suo piano di studi, dal momento che le materie soppresse (che noi comunque continuiamo forzatamente a seguire) sono diventate chimere irraggiungibili (prof scomparsi, programmi inesistenti,...), fino ad arrivare a questo punto.
Non mi resta che ringraziare ulteriormente l'università e la sua città; l'importante era cambiare il nome da università degli studi a università del salento. E' di fondamentale importanza porre l'accento sull'appartenenza territoriale dell'istituzione, soprattutto se si tratta dell'eccezionale Salento. Tutto il resto è secondario.


Nessun commento:
Posta un commento