martedì 10 luglio 2007

Qualche parola per spiegare che la breve distanza tra oggi e domani sembra impossibile da colmare, e questo è il mio solo tormento; ma sta per finire


Ormai quel che è fatto è fatto: ho finito di studiare, ho ripetutto alla meno peggio sfogliando le pagine a tre a tre e mi sono anche un po' stancato di tenere i libri sulle gambe (studio su un divano); non ho paura di sostenere gli esami di domani, non sono teso, né temo per la solidità della mia preparazione: so quali sono le mie lacune, ma so anche di non poterle colmare; non ho fame, sono insensibile al caldo, ho in testa solo una canzone di Battiato che non ha nulla a che vedere con le piccole cose quotidiane che punzecchiano e interferiscono nell'immediata contingenza della mia vita attuale, guardo contraddittoriamente il letto con crescente desiderio misto ad equivalente repulsione, vorrei riposarmi in piena attività, e mi rimane solo un muro duro da sfondare per avere a disposizione qualche giorno di tranquillità: è solo questione di tempo, perché, qualunque sia l'esito, devono solo girare un po' le lancette e suonare un po' le campane: solo qualche ora ci separa da domani pomeriggio.

Sono un condannato a morte che percorre l'ultimo miglio appesantito solo dal ricordo della pressione della consapevolezza di stare per morire: la mia mente è già arrivata oltre, e sul mio viso la carne è dura, ma non trema. Voglio solo sedermi e farla finita.

Non azzardo previsioni sugli esami, non ho idea di cosa possa succedere domani. Solo questo: nel peggiore dei casi, esiste un modo per portare avanti simultaneamente due scioperi fiscali?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

che la balena sia inculata allora!!!

Raffo ha detto...

e la balena è davide...