
Dopo le peripezie che il 2 luglio mi hanno portato da Lecce ad Arnesano per sostenere l'esame di Storia e critica del cinema (la prima domanda è stata su Taxi Driver: immaginate come è finita...); neanche il tempo di riposare che sono stato obbligato a rimettermi sui libri per sostenere l'esame di metodologia del 5 luglio, cioè oggi, del quale ben poco era comprensibile. Dopo la lettura del testo più la consultazione di un altro testo per capirlo più l'integrazione con un altro libro ancora per arrivare ad un discorso più o meno decente, mi convinco che sono pronto alla prova.
Il 5 luglio la sveglia delle 8.15 costringe ad alzarmi (fortunatamente l'esame è alle 10.00); bevo del latte con il caffè, anzi, del caffè con un po' di latte, che faceva anche schifo, pulisco la cucina, pulisco il bagno, butto la spazzatura, finisco di preparare la valigia e alle 9.30 sono pronto per partire. Armato di occhiali da sole alla John Lennon, o quasi, m'incammino verso la mia meta con apparente sicurezza. Percorro via Diaz e il viale dell'università e arrivo all'obelisco interposto tra via Taranto e porta Napoli, dopodichè mi fermo: all'orizzonte, sulla mia sinistra, vedo il portico tetrastilo sulla cui trabeazione è la maestosa scritta, che in quell'istante mi pareva forgiata col sangue: "PER LA PACE DELLE UMANE OSSA RISORGITURE": era l'accesso del cimitero, al cui fianco sorgeva l'edifico ove avrei dovuto sostenere l'esame, l'ex monastero degli Olivetani. In quell'istante mi appare, come in una visione, il volto del professore che ride sbeffeggiandomi. "Pensi che non ci sia storia, che per te si risolva tutto in gloria: ci penserà el Raffo a farti passare la boria!". E mentre nei miei occhi splendea la fulgida stella dell'italica determinazione, con passo deciso m'incamminai verso il plesso. Fiancheggiato il portico, varco il cancello d'accesso dell'edificio, percorro il viale i cui arbusti mi sbattevano simpaticamente i rami in faccia non appena si alzava il vento, e arrivo all'ingresso, dove sulla parete è un foglio strano con su scritto qualcosa, mi avvicino e leggo:
"PER ME SI FA NELLA CITTà DOLENTE
PER ME SI VA NELL'ETTERNO DOLORE
PER ME SI VA TRA LA PERDUTA GENTE
MUSSI MOSSE MIO ALTO FATTORE
PERDETE OGNI SPERANZA
VOI CH'INTRATE".
Era il simpatico biglietto di presentazione del professore, e in quell'istante la mia stella si tramutava in un faro. Superata la porta, mi scopro a proporre compromessi a me stesso: "speriamo che non mi chiede la pittura del trecento nè Tiziano". Fiancheggio la portineria, alcune stanze e, giunto di fronte alla biblioteca, svolto a sinistra; la mia aula è l'ultima a destra del piano terreno, al fianco delle scale che portano al primo piano. Giunto lì, trovo altra gente desiderosa come me di martirizzarsi; scambiate le 4 chiacchiere di rito, dopo 5 minuti scarsi arriva il professore ed inizia l'appello: sorpresa!! il mio nome non compare. Cominciamo bene, penso: "professoree..."
"manca qualcuno?" chiede il guardiano dell'inferno
"si", e dopo un paio di nomi, non faccio a tempo a pronunciare il mio che l'emissario di Satana mi precede, con un ghigno sadico stampato sul viso:"Tu sei Giustino, vero?"
"S-si, sono io".
"Va bene" e mette i nostri statini all'inizio (quando di solito quelli che si aggiungono dopo sono matematicamente declassati alla fine).
Dopo aver insultato i 2 quadriennalisti presenti per la loro insistenza a rimanere tra queste ormai familiari mura, l'esame ha inizio proprio da loro, quindi tocca hai triennalisti...ed io sono il secondo, cazzo!!
Dopo che la prima dopo un paio di minuti viene cordialmente invitata a ritornare una prossima volta, arriva il mio turno, e il faro si è trasformato in una lampadina
"Giustino!"
Spero che non mi chieda il '300 e Tiziano, spero che non mi chieda il '300 e Tiziano...
"Allora, parlami del '300, cioè di Lorenzo Veneziano e Guariento, e poi di Tiziano"
E che cazzo, penso.
Fulminata la lampadina e improvvisate le risposte, mi chiede ancora il Tiepolo e, infine, Canova...
ma il testo si chiama viatico per 5 secoli di PITTURA veneziana, che cazzo centra uno scultore??
Vorrei chiederlo, ma la mia situazione è già un po' compromessa e desisto.
"Ti vedo un po' confuso..."
Vaffanculo
"Non posso metterti più di 25..."
"Va bene...Buon giorno..." e vaffanculo!
Firmo, prendo il libretto nuovamente ed esco fuori, respiro profondamente....finalmente la libertà!
E adesso fino a lunedì, non faccio un niente!!


6 commenti:
complimenti raffo un 25 coi controcazzi!!!
è un 25 di tutto rispetto
e poi il vibrante parrucchino rosso del profio era un fastidioso elemento di disturbo.
Dai, Raffo, sù sù, non è successo niente. È normale: siamo a luglio, non si può fare gli studenti, né i professori.
Non era assolutamente mia intenzione lamentarmi del voto; sai quanto poco mi interessi, tra l'altro.
Penso di essere tra quei pochissimi idioti che studia col piacere di farlo (ovviamente ciò non implica che mi piace studiare sempre e comunque, anzi; ma poichè devo farlo, allora lo faccio con piacere, anche se relativo), e non per il voto.
Che carino!
che deficiente!
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