Se mai dovessi parlare di amore e di stelle... uccidetemi.(Charles Bukowski)
I gesti sono più comunicativi delle parole.
Hanno una radice più istintiva, radicata nel DNA, nei nostri geni, nella nostra cultura, e sono più impressionanti. Le parole no: salvo rari casi di magistrale padronanza linguistica, più vicina alla bravura di un grande pianista che a quella di uno scrittore decorato di alloro - e parlo anche di gente che non usa le parole per mestiere, per quanto questo sia possibile da concepire -, le parole sono meno efficaci dei gesti, richiedono un metabolismo più lungo per poterne assimilare il senso e le sensazioni.
Usare un gesto in luogo di molte parole aiuta a fugare una grossa percentuale, vicina alla totalità, dei rischi in cui sarebbe possibile incorrere: confusione, incomprensione, equivoco, disturbi ed errori di codificazione stessa del messaggio.
Tutto questo, però, solo in certe particolari situazioni, perché molto dipende anche da chi sia il destinatario del messaggio, dal modo in cui è abituato a reagire se si trova a scontrarsi con un gesto giudicato poco prevedibile, e dalla pregnanza del gesto.
Il gesto è un messaggio estremamente potente, e penso sia il caso di usarlo soltanto per concentrare una massa deforme ed estesa e omogeneamente slegata di parole, oppure, al contrario, per sdrammatizzarne il senso stesso, in caso di scarsa pregnanza; anche se, sul secondo caso, ammetto di nutrire dei dubbi.
Nella fattispecie - voglio dire: entrando in questioni più pratiche, esemplificative -, se si vuol usare un gesto in luogo di troppe parole nel dichiararsi a una donna, e, ancor più chiaramente, se il gesto è un bacio, è bene meditare se costei comprenda il senso del gesto. Non che ne condivida il messaggio (in tal caso potrebbe reagire con un gesto di uguale potenza, quale un ceffone), ma che condivida, o quanto meno capisca che la scelta di un bacio al posto di tante parole è dovuta a una romantica preferenza per la pregnanza, e che comunque il bacio non esclude che in seguito si possa prevedere una definizione più accurata del messaggio mediante l'uso di alcune parole, magari ben selezionate, o magari no, ma in ogni caso più efficaci in quanto espresse in relazione decisamente non equivocabile al bacio che le ha precedute.
Tuttavia è solo un'idea, e lo spazio è finito. Ciao.
(Scritto giovedì in treno sulle ultime pagine del bloc-notes)
Ovviamente dovete avere qualcosa da dire, altrimenti siete dei bastardi e non ci sono cazzi.


4 commenti:
ma che minchia ... non ho mai visto una che all'improvviso si mette a pensare: "quasi quasi, visto che devo perdere tempo, mo mi metto a scrivere un trattato 'Sul valore segnico di un gesto in luogo di tante parole'"... lo ripeto quella universita ti ha rovinato
Vorrei dirti che meglio fallire tentando che fallire non tentando, anche se nel primo caso poi bisogna badare alle conseguenze,positive o negative che siano.Quindi te lo dirò...Agisci agisci agisci.E se poi ci stai male per un po' di tempo come succede a me spesso(non più cmq dato che ho dato[cacofonia voluta] il benservito alla piccola iena) vedrai che è solo esperienza (o rabbia) che si aggiunge.se poi dall'agire se ne esce bene,contentissimo per te...Un bacio...ah, anche Napoleone morì per un bacio...(chiaro falso storico da me appena inventato...)
in poche parole pensa prima di fare qualcosa no?
in questo caso per quanto riguarda i sentimenti e baciare.non.baciare qualcuno....
ok mi hai convinta u.ù
Posta un commento